Come tutte le antiche città, anche Terni ha la sua parte sotterranea.

Infatti, in alcune zone della città, al di sotto dal piano stradale,  sono ancora presenti gallerie, pozzi di areazione, scale di accesso, nicchie e grandi saloni. Queste opere sotterranee sono state realizzate nel corso dei secoli per diversi scopi; nel periodo medievale questi cunicoli venivano utilizzati principalmente come nascondigli e vie di fuga per sottrarsi alle invasioni dei popoli stranieri.

Probabilmente nel periodo degli scontri tra guelfi e ghibellini i passaggi sotterranei  vennero utilizzati dalle due fazioni per fuggire dalla città; sembra infatti che alcuni di questi cunicoli collegassero i palazzi signorili con luoghi lontani dalla città. Secondo la tradizione, più o meno reale, una di queste gallerie collegava i palazzi del quartiere duomo con la rocca di Colleluna, passando sotto il convento di San Martino (dove ora sorge la mensa della Caritas). Un secondo passaggio permetteva addirittura di arrivare fino a villa Palma.

 

Interno dei cunicoli

Interno dei cunicoli

Qualcuno ipotizza che Terni e Narni erano collegate da una strada sotterranea, o meglio, da un percorso sotterraneo carrozzabile: partendo da piazza della Repubblica, il percorso arrivava fino al forte del Cassero dove si pensa ci fosse un pozzo di aereazione e di accesso al cunicolo. Dal Cassero poi si dirigeva verso Castel dell’Isola (zona sabbione vicino alla cava Cipiccia) dove era presente un altro pozzo di areazione; proseguiva quindi verso Narni dove terminava sotto il palazzo vescovile.

Di queste tre vie di collegamento non esiste una reale conferma; la cosa sicura che si conosce è parte della rete di cunicoli sotto la zona della chiesa di San Pietro, sotto palazzo Primavera, palazzo Manassei e piazza della Repubblica. Questo grazie al Genio Civile che, nel periodo della Seconda Guerra Mondiale, ispezionò questi passaggi sotterranei per verificare se potevano essere utilizzati come rifugi antiaerei e ne disegnò le mappe.

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