Porta Spoletina

La porta Spoletina permetteva l’accesso alla città di Terni dal lato Nord-Est della cinta muraria. Il nome deriva dal fatto che, uscendo dalla porta , si imboccava la strada che conduceva a Spoleto, ovvero la nuova Flaminia.

Viene identificata anche con il nome di porta di Tre monumenti in quanto, in tempo remoti, sorgevano nelle vicinanze tre monumenti funerari, identificati come quelli della famiglia Tacito.

Sempre nei dintorni della porta sorgeva un arco romano, che l’Angeloni, nel libro Storia di  Terni, descrive così:

Appresso la porta, chiamata di Tre monumenti, che alla via spoletina conduce, appaiono le vestigia di un suntuoso arco trionfale, giù da quattro grandi basi sostenuto, che minacciando rovina, non ha gran tempo, per la maggior parte si scaricò, essendo stato ivi a gloria di Domiziano imperatore di pietre piacentine eretto allora, che de’ Catti e de’ Daci condusse il trionfo.

Osservando le mappe antiche della città, si può ben notare che rispetto al tessuto urbano, la porta si trovava in una posizione isolata. Forse l’espansione demografica di Terni in quei secoli e la necessità di proteggere entro le mura gli orti, fonte di cibo per i cittadini, furono i motivi per cui venne eseguito l’ampliamento della cinta muraria verso il lato nord.

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Quindi, nel periodo alto-medievale, il perimetro della mura era molto più arretrato rispetto a quello descritto. La presenza di un torrione a doppia volta ancora visibile in via Possenti conferma in parte questa ipotesi.

Data la posizione isolata, la porta costituiva uno degli elementi di un sistema difensivo particolarmente munito in quel punto. Realizzata ad arco a tutto sesto, la porta è coronata da un cammino di ronda poggiante su mensoloni sporgenti e protetto da una merlatura. Si legge nelle antiche riformanze che la porta era dotata anche di  un ponte levatoio:

25 maggio 1450: quindi poco stante per atto di pubblico incanto, confermato da solenne stipolato di appalto, si aggiudicò ad un Bartolomeo Laurenti, soprannominato Trectecha, la costruzione del ponte levatoio, che esisteva alla porta dei tre monumenti con obbligo di fornirlo di un fussello nuovo di quercia e far uso di legname solido e ripulito ad uso d’arte, non che di assumere la manutenzione per anni sei.

A ridosso delle mura presso la porta Spoletina, scorreva quindi un canale  che si sorpassava proprio con il ponte levatoio.

Il complesso difensivo di porta Spoletina era costituto, come si può ancora vedere al giorno d’oggi, anche da due torrioni di guardia:

6 agosto 1450: davasi energica opera ai restauri delle mura castellane: che però venne aggiudicata la costruzione di un tratto di muro a scarpa sopra la forma nuova, presso la porta dei tre monumenti, di quella larghezza ed elevazione si fosse creduta necessaria: inoltre si volle costruito un torrione con doppia volta con delle balestriere, merli e parapetti e simili manufatti a difesa.

Nei secoli successivi, data la presenza di un corso d’acqua in quel punto, vennero costruiti dei mulini, uno dei quali è l’edificio compreso  tra i due torrioni, oggi trasformato ad uso abitativo.

Con l’ampliamento delle officine Bosco, la porta perse ogni su funzionalità.


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