Le caratteristiche del dialetto ternano

Il dialetto ternano può vantare una parentela stretta con il latino. Una conferma di ciò la si ha nella terminazione in “-u” di tutti i termini della seconda declinazione latina terminano in “-us” come per esempio: porcus-porcu, frigidus-friddu, calidus-callo, mortus-mortu, fracidus-fraciu.

 

Ecco le caratteristiche salienti del dialetto:

 

  • I verbi all’infinito tronchi
  • La tendenza a raddoppiare le consonanti
  • Uso della “z” a posto della “s”
  • La “d” al posto della “t”
  • La “i” strisciata ovvero la “j” lunga (moje, fiju)
  • La “i” a posto della “e” o della “o”
  • Soppressione di vocali e sillabe, scambio ed aggiunta di consonanti (‘st’antra’anno, ‘spetta ‘n bo’)
  • Trasformazione della prima perona prurale del passato remoto di molti verbi (arcojessimo, dicessimo, parlassimo)
  • L’articolo determinativo lu a posto di il
  • L’articolo indeterminativo un troncato (‘n omo).

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