Insediamento abitativo di Maratta Bassa 1

Scoperto nell’anno

 

1998

Campagne di scavo:

 

I  nel 1999

 

II e III nel 2001

 

IV nel 2002

Datazione sito:

 

età del ferro

preromanizzazione

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Già agli inizio del ‘900, si legge in una nota a cura dell’ispettore dei monumenti e scavi Luigi Lanzi, che durante i lavori per la costruzione della ferrovia Terni-Orte si rinvenne materiale litico nella zona compresa tra la ferrovia e la loc. Magale. Altri ritrovamenti di materiale litico sono stati fatti nella zona sotto Colleluna, nella località campo croci. Tuttavia, il sito archeologico di Maratta non era noto nella letteratura archeologica.

Vista aerea Insediamento abitativo di Maratta BassaSolo nel 1998, l’evidente presenza di materiale fittile (terracotta o argilla), di impasto e di metallo, a portato la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria ad aprire un primo saggio nell’area compresa tra la Strada di Casanova, Strada di Maratta Bassa e la ferrovia Terni-Orte; negli anni successivi sono stati effettuati altri due saggi comprendo in totale un’area di circa 600 mq.

Dalle strutture emerse e dai reperti archeologico trovati, si può affermare che si tratta di un insediamento abitato dai Naharkii tra l’età del Ferro e gli inizi della romanizzazione.

 

Altitudini Insediamento abitativo di Maratta BassaIl villaggio sorgeva su una piccola altura (10 m sopra il livello del fiume Nera) costituita da un consistente banco di sabbia, risultato delle esondazioni del fiume Nera. La presenza di alcune buche di palo, generalmente contraddistinte da una risega interna, fanno supporre che il villaggio era costituito da strutture capannicole il cui tetto era sicuramente dotato di coppi di colmo, ritrovati nel sito. Le pareti delle capanne erano rivestite da un conglomerato di materiale fittile e litico (di pietra) ricoperto da uno strato di intonaco biancastro.

FornaceSono venute alla luce anche delle fosse di forma rettangolare e quadrangolare, utilizzate forse come depositi per la conservazione di alimenti; interessante è il ritrovamento di una piccola fornace dalla tipica forma <<ad otto>> utilizzata prevalentemente per utilizzo domestico.

Altre strutture importanti rinvenute sono i resti di due muretti a secco realizzati con blocchi calcarei, il primo con orientamento NE ed il secondo verso SO; ques’ultimo è dotato di una sorta di fossa di fondazione.
Probabilmente queste opere architettoniche, oltre a delimitare i confini delle singole capanne, servivano a contere una sorta vespaio, camera d’aria che permetteva di isolare la capanna dall’umidità del suolo e dalle inevitabili esondazioni del fiume Nera.

 

Molto è il materiale rinvenuto, sia fittile che metallico, databile tra il VIII e il VII sec. a.C.

Il ritrovamento di rocchetti, fuseruole e pesi da telaio fanno supporre che nel villaggio veniva svolta un’attività legata alla tessitura.

 

Fuseruole di impasto Punta freccia Rocchettidiimpasto Ansabronzo

Le limitate indagini archeologiche finora effettuate non permetto però di definire bene la storia del villaggio abitativo di Maratta, sicuramente molto più esteso rispetto all’area indagata. Ricognizioni di superficie infatti, hanno permesso di recuperare pesi di telaio, ceramica di impasto e bucchero grigio nelle aree comprese sotto il toponimo esteso “Campo Croci”. Secondo alcune notizie orali, quest’ultimo termine potrebbe indicare la presenza della necropoli del villaggio di Maratta; ciò si potrà verificare solo con l’apertura di nuovi saggi archeologici.

Rimane inoltre non chiaro il motivo per il quale nel III sec. a.C. (inizio della romanizzazione nel territorio ternano) venne abbandonato il villaggio di Maratta preferendo quello che sorgeva vicino alla confluenza del torrente Serra sul fiume Nera (nella zona di piazza Clai sono stati rinvenuti buchi da palo, indizio inconfutabile della presenza di capanne in legno protostoriche), ovvero l’abitato nominato Interamna, l’attuale Terni.


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