Il Forte del Cassero

Viale del Cassero, la strada che collega via Roma con via Quattro Macine, ci ricorda la fortificazione situata in tempi remoti tra porta Romana e il fiume Nera, ovvero la chiesa Madonna del Cassero costruita in seguito su ciò che restava della fortificazione.

Molto probabilmente già in epoca romana esisteva una fortificazione nei pressi del fiume Nera: ciò lo si può desumere anche dal fatto che il nome Cassero o Cassaro deriva dal latino Castrum Arx ossia accampamento fortificato. Lo scopo di questa costruzione, in cui risiedevano stabilmente delle unità dell’esercito romano come ad esempio una legione, era quello di proteggere l’accesso meridionale alla città dove sopraggiungeva la strada che portava a Roma: la via Flaminia.

Dall’epoca romana fino al medioevo non si hanno notizie certe sulla sorte del forte. Sicuramente nel corso dei secoli subì dei gravi danneggiamenti fino a ridursi in rovina. Verso la fine del ‘300 infatti il municipio diede il permesso di prelevare blocchi di pietra sponga e altro materiale  dalle rovine di un torrione nella zona chiamata Cassaro per riedificare la chiesa dello Spirito Santo. Il 16 settembre 1436 si decretò di edificare di nuovo un forte sulle rovine del precedente. Nei mesi seguenti, con lo scopo di rendere inespugnabile la fortificazione, si decise di costruire attorno un fossato le cui acque vennero fatte defluire dal vicinissimo fiume Nera. Inoltre si costruì una lunga muraglia munita di merli e feritoie che collegava il forte con porta Romana ovvero con le mura della città. Tutte queste  opere le dovettero pagare i cittadini ternani. A lavori terminati fu nominato castellano del Cassaro Antonello di Francesco da Corneto e gli fu quindi consegnato il forte e tutte le armi e munizioni necessarie per difendersi da un assalto ostile di nemici esterni.

L’utilizzo del forte come opera a difesa della città durò per circa un secolo; infatti nel 1580 i Confrati della Compagnia del  S.S. Sacramento iniziarono la costruzione di una chiesa Consacrata a Maria Santissima del Cassaro su ciò che rimaneva della fortificazione. Nel 1586 si portava a compimento la costruzione di tale chiesa. Essendo però la nuova costruzione situata al di là della muraglia che collegava il forte con porta Romana, la Confraternita ottenne il permesso di aprire una porta sulla muraglia per agevolare quindi l’accesso dei devoti alla chiesa, con l’obbligo però di chiuderla a sue spese qualora sopraggiungesse il bisogno. Venne in seguito costruita una casa per il custode della chiesa  e una nuova sacrestia a ridosso della torre che faceva parte del Cassero.

Nel 1800 tutto il complesso, compresa la muraglia, fu rasa al suolo per pubblica utilità, ovvero per permettere di ampliare la strada che da ponte Romano giungeva alla porta Romana. I lavori si resero necessari perché questo tratto di strada presentava un profondo avvallamento con conseguente allagamento della strada stessa e forti disagi per le carrozze che vi transitavano.

Osservando oggi la zona ci si può rendere conto della conformazione del terreno: si noterà infatti che esiste un consistente dislivello tra la fine di via Roma (punto in cui sorgeva porta Romana) e la palestra del complesso sportivo Casagrande. Partendo quindi da porta Romana, la strada per una lunghezza di circa cento metri si abbassava di cinque – dieci metri per poi risalire fino al ponte Romano.

Al giorno d’oggi a testimonianza del Cassero  rimane solo il nome della via e i numerosi capitelli, sparsi qua e la nei giardini pubblici, di cui era ornata la facciata della chiesa.


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